Il Baggiolo: la storia del mirtillo selvatico dell’Abetone, tra famiglia, montagna e territorio

Ci sono aziende che nascono da un’idea di mercato e aziende che nascono da un luogo.
Il Baggiolo nasce dall’Abetone, dai suoi boschi, dalle sue brughiere d’alta quota e da un frutto che qui trova il suo habitat naturale: il mirtillo nero selvatico dell’Appennino.
A 1400 metri di altitudine, dove l’aria è più pura e il ritmo della vita segue quello della natura, prende forma una buona storia di montagna, raccontata oggi da due generazioni che hanno scelto di fare del mirtillo dell’Abetone non solo un prodotto, ma un vero e proprio vanto territoriale.

Una storia di montagna, una storia di famiglia

La storia del Baggiolo inizia negli anni ’80, quando Leandro e Marilena decidono di aprire un piccolo laboratorio artigianale per trasformare i frutti spontanei del sottobosco dell’Abetone. In quegli anni il protagonista è già chiaro: il mirtillo nero selvatico, raccolto nelle brughiere di alta quota, simbolo di un territorio ancora autentico.
Nascono così le prime confetture di mirtillo selvatico e i succhi naturali, realizzati seguendo ricette tramandate di generazione in generazione, con un approccio semplice e rispettoso: pochi ingredienti, lavorazioni attente, nessuna scorciatoia.
Con il tempo, attorno al Baggiolo cresce anche la famiglia: prima Cosetta e Alessandro, poi Lorenzo e Olivia. Ogni generazione porta nuove competenze, idee e sperimentazioni, mantenendo però intatta la filosofia originaria.

Il mirtillo dell’Abetone come identità aziendale

All’Abetone il mirtillo nero selvatico non è solo un ingrediente: è cultura, paesaggio, memoria.
Il Baggiolo ha scelto di fare del mirtillo dell’Abetone il cuore della propria identità, valorizzandone le caratteristiche naturali, il legame con l’altitudine e il territorio appenninico.
La raccolta avviene nel rispetto dei cicli naturali, senza forzature, seguendo i ritmi della montagna. È questo approccio che permette di ottenere prodotti a base di mirtillo selvatico autentici, intensi, riconoscibili. Il risultato sono confetture, succhi e trasformati che raccontano il bosco, la brughiera e l’altitudine, portando nel vasetto il sapore vero della montagna.

Crescere senza perdere l’anima

Negli anni, Il Baggiolo cresce.
Nuovi spazi, nuovi macchinari e una maggiore capacità produttiva permettono all’azienda di rispondere anche alle richieste della grande distribuzione organizzata, oltre che dei negozi specializzati e dei clienti affezionati.
Ma la crescita non ha mai significato snaturarsi.
La produzione resta legata a valori chiave:

  • rispetto per la natura
  • attenzione alla qualità delle materie prime
  • lavorazioni trasparenti
  • rapporto diretto con i clienti

Il Baggiolo continua a rispondere personalmente a ogni richiesta, a incontrare le persone, a costruire relazioni vere. Perché per questa azienda di montagna, il prodotto non è mai separato da chi lo produce e da chi lo sceglie.

Una filosofia che va oltre il prodotto

Il Baggiolo non è solo un’azienda di montagna: è anche famiglia, comunità, un modo di vivere.
Marilena – Il Baggiolo

Questa frase racchiude l’anima dell’azienda.
Il Baggiolo è una realtà che crede in una vita sana, nel legame con il territorio, nella lentezza consapevole che la montagna insegna. Fare impresa qui significa ascoltare la natura, rispettarla e trasformarla con cura. Significa custodire un sapere antico e allo stesso tempo guardare avanti, innovando senza perdere autenticità.

Il Baggiolo oggi: il mirtillo selvatico come racconto di territorio

Oggi Il Baggiolo è riconosciuto come azienda del mirtillo selvatico dell’Abetone, un punto di riferimento per chi cerca prodotti che raccontano davvero da dove vengono. Ogni vasetto, ogni bottiglia, è un frammento di Appennino, un racconto di bosco e di brughiera, una buona storia di montagna che continua a crescere, stagione dopo stagione.

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