Capodanno all’Abetone: neve, borghi incantati e ricette ai mirtilli del Baggiolo

Capodanno all'Abetone: neve, borghi incantati e ricette ai mirtilli del Baggiolo

C’è chi aspetta il Capodanno per fare bilanci.
E chi, invece, aspetta solo la neve, il profumo di legna che arde e quella sensazione di pace che solo la montagna sa regalare.
Se anche tu quest’anno sogni una fine dell’anno in quota, l’Abetone è una delle destinazioni più autentiche e suggestive dell’Appennino tosco-emiliano: una terra dove i boschi profumano di resina, i paesi sembrano presepi e i mirtilli sono una storia d’amore lunga secoli.

Una montagna che sa accogliere

L’Abetone non è solo sci e ciaspolate.
È una costellazione di piccoli borghi pieni di carattere e storia.

  • Fiumalbo, uno dei “Borghi più belli d’Italia”, dove il tempo sembra rallentare tra pietra e botteghe antiche.
  • Cutigliano, con la funivia e le sue viuzze che si intrecciano tra case di montagna e scorci panoramici.
  • Maresca, Pian degli Ontani, Le Regine, Melo: nomi che sono già invito a esplorare e perdersi un po’.

In questi luoghi, il Capodanno sa di caminetti accesi, giornate lente, passeggiate nei boschi e un’ospitalità che ti fa sentire di famiglia.

Capodanno in famiglia?

Affitta una casa e crea ricordi (e piatti indimenticabili).

Se sei in compagnia della tua famiglia o degli amici di sempre, niente batte l’atmosfera di una casa in affitto per qualche giorno:
il suono della neve che cade ovattata fuori dalla finestra, le risate in cucina, il profumo di qualcosa che cuoce lentamente, la tavola che si riempie per la mezzanotte.

E qui entra in scena il re della montagna: il mirtillo.
Quello vero, selvatico, intenso, come quelli raccolti e lavorati dal Baggiolo, che portano nel piatto il gusto della foresta.

Un menu di Capodanno ai mirtilli del Baggiolo

Risotto ai mirtilli del Baggiolo
L’eleganza della semplicità: un risotto mantecato con cura e arricchito con i nostri mirtilli interi.
Il colore? Un viola rubino che fa innamorare al primo sguardo.

Entrecôte con marmellata di mirtilli
Il contrasto perfetto: la dolcezza acidula della marmellata che incontra una carne rosata e succosa.
Un piatto che sembra francese, ma profuma di Abetone.

Biscotti allo zenzero con cuore di marmellata di mirtilli
Il finale perfetto per chiudere l’anno (e aprire il prossimo):
aroma speziato, croccantezza che scalda il cuore e quel tocco di mirtillo che regala carattere.

Consiglio da montanari: prepara in anticipo, conserva al fresco… e dedica più tempo possibile alla neve.

E tu, come lo passerai il Capodanno?

Tra feste in piazza, ciaspolate al tramonto e tavole imbandite, l’Abetone offre mille modi di festeggiare l’arrivo del nuovo anno.
L’importante è sceglierne uno che assomigli davvero a te: rumoroso o silenzioso, elegante o rustico, ma pieno di cose buone e persone belle.

Noi ti aspettiamo tra i nostri boschi,
dove i mirtilli crescono liberi e l’inverno profuma di magia.

Buon Capodanno dall’Abetone.
E buon appetito dal Baggiolo.

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Visita lo shop e lasciati conquistare dal sapore autentico dei frutti della nostra montagna.

Il Baggiolo: la storia del mirtillo selvatico dell’Abetone, tra famiglia, montagna e territorio

Il Baggiolo: la storia del mirtillo selvatico dell’Abetone, tra famiglia, montagna e territorio

Ci sono aziende che nascono da un’idea di mercato e aziende che nascono da un luogo.
Il Baggiolo nasce dall’Abetone, dai suoi boschi, dalle sue brughiere d’alta quota e da un frutto che qui trova il suo habitat naturale: il mirtillo nero selvatico dell’Appennino.
A 1400 metri di altitudine, dove l’aria è più pura e il ritmo della vita segue quello della natura, prende forma una buona storia di montagna, raccontata oggi da due generazioni che hanno scelto di fare del mirtillo dell’Abetone non solo un prodotto, ma un vero e proprio vanto territoriale.

Una storia di montagna, una storia di famiglia

La storia del Baggiolo inizia negli anni ’80, quando Leandro e Marilena decidono di aprire un piccolo laboratorio artigianale per trasformare i frutti spontanei del sottobosco dell’Abetone. In quegli anni il protagonista è già chiaro: il mirtillo nero selvatico, raccolto nelle brughiere di alta quota, simbolo di un territorio ancora autentico.
Nascono così le prime confetture di mirtillo selvatico e i succhi naturali, realizzati seguendo ricette tramandate di generazione in generazione, con un approccio semplice e rispettoso: pochi ingredienti, lavorazioni attente, nessuna scorciatoia.
Con il tempo, attorno al Baggiolo cresce anche la famiglia: prima Cosetta e Alessandro, poi Lorenzo e Olivia. Ogni generazione porta nuove competenze, idee e sperimentazioni, mantenendo però intatta la filosofia originaria.

Il mirtillo dell’Abetone come identità aziendale

All’Abetone il mirtillo nero selvatico non è solo un ingrediente: è cultura, paesaggio, memoria.
Il Baggiolo ha scelto di fare del mirtillo dell’Abetone il cuore della propria identità, valorizzandone le caratteristiche naturali, il legame con l’altitudine e il territorio appenninico.
La raccolta avviene nel rispetto dei cicli naturali, senza forzature, seguendo i ritmi della montagna. È questo approccio che permette di ottenere prodotti a base di mirtillo selvatico autentici, intensi, riconoscibili. Il risultato sono confetture, succhi e trasformati che raccontano il bosco, la brughiera e l’altitudine, portando nel vasetto il sapore vero della montagna.

Crescere senza perdere l’anima

Negli anni, Il Baggiolo cresce.
Nuovi spazi, nuovi macchinari e una maggiore capacità produttiva permettono all’azienda di rispondere anche alle richieste della grande distribuzione organizzata, oltre che dei negozi specializzati e dei clienti affezionati.
Ma la crescita non ha mai significato snaturarsi.
La produzione resta legata a valori chiave:

  • rispetto per la natura
  • attenzione alla qualità delle materie prime
  • lavorazioni trasparenti
  • rapporto diretto con i clienti

Il Baggiolo continua a rispondere personalmente a ogni richiesta, a incontrare le persone, a costruire relazioni vere. Perché per questa azienda di montagna, il prodotto non è mai separato da chi lo produce e da chi lo sceglie.

Una filosofia che va oltre il prodotto

Il Baggiolo non è solo un’azienda di montagna: è anche famiglia, comunità, un modo di vivere.
Marilena – Il Baggiolo

Questa frase racchiude l’anima dell’azienda.
Il Baggiolo è una realtà che crede in una vita sana, nel legame con il territorio, nella lentezza consapevole che la montagna insegna. Fare impresa qui significa ascoltare la natura, rispettarla e trasformarla con cura. Significa custodire un sapere antico e allo stesso tempo guardare avanti, innovando senza perdere autenticità.

Il Baggiolo oggi: il mirtillo selvatico come racconto di territorio

Oggi Il Baggiolo è riconosciuto come azienda del mirtillo selvatico dell’Abetone, un punto di riferimento per chi cerca prodotti che raccontano davvero da dove vengono. Ogni vasetto, ogni bottiglia, è un frammento di Appennino, un racconto di bosco e di brughiera, una buona storia di montagna che continua a crescere, stagione dopo stagione.

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Mirtillo coltivato vs Mirtillo selvatico dell’Abetone: tutte le differenze

Mirtillo coltivato vs Mirtillo selvatico dell’Abetone:
tutte le differenze

Quando si parla di mirtilli, non tutti i frutti sono uguali. In particolare, i mirtilli selvatici dell’Abetoneun’eccellenza del nostro territorio – presentano caratteristiche uniche che li distinguono nettamente dai comuni mirtilli coltivati presenti nei supermercati.

1. Differenze visive

  • Dimensioni più piccole e irregolari.
  • Colore: blu-violaceo scuro, quasi nero.
  • Polpa interna: viola intensa.
  • Buccia più sottile.

2. Differenze organolettiche

Mirtillo Coltivato

  • Gusto più dolce e delicato.
  • Profumo lieve.
  • Consistenza più acquosa.

Mirtillo Selvatico dell’Abetone

  • Sapore più aromatico, intenso e complesso.
  • Note acide più marcate.
  • Profumo ricco, persistente.
  • Consistenza più compatta.

3. Differenze strutturali e nutrizionali

Mirtillo Coltivato

  • Maggiore percentuale di acqua.
  • Contenuto di antociani inferiore.
  • Struttura più “gonfia”.

Mirtillo Selvatico dell’Abetone

  • Ricchissimi di antociani e polifenoli.
  • Frutto più concentrato.
  • Ricco di fibre e pigmenti.

Perché il mirtillo selvatico dell’Abetone è così speciale?

Cresce oltre i 1.000 metri, in ambienti incontaminati, con clima rigido ed escursioni termiche importanti che aumentano antociani e aromi.
Il mirtillo selvatico dell’Abetone è più scuro, più ricco e più aromatico rispetto al mirtillo coltivato.
Un frutto autentico e unico nel suo genere.

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Mirtillo nero dell’Abetone: il piccolo frutto che nasce solo qui

Mirtillo nero dell’Abetone: il piccolo frutto che nasce solo qui

C’è un frutto che racchiude il profumo dei boschi, la freschezza delle mattine d’estate e il silenzio delle vette toscane. È il mirtillo nero selvatico dell’Abetone, una piccola gemma scura che nasce solo in alta quota, tra i 1000 e i 1800 metri della Montagna Pistoiese, dove l’aria è più pura e il tempo sembra scorrere più lentamente. Un frutto unico, come unico è il suo territorio.

Dove cresce il mirtillo nero selvatico

Il mirtillo nero dell’Abetone non è un frutto coltivato: è un dono spontaneo della natura. Cresce tra i cespugli dei pascoli e dei boschi di faggio e abete, nelle zone più fresche e umide della montagna. Qui, il terreno acido e ricco di humus, il clima fresco e le forti escursioni termiche creano le condizioni perfette per sviluppare bacche piccole ma ricchissime di sapore e sostanze benefiche. In Toscana, solo sull’Abetone si trovano mirtilli con queste caratteristiche: intensamente profumati, dolci ma leggermente aciduli, con una concentrazione di antociani (i pigmenti blu-violacei) tra le più alte d’Europa.

Le caratteristiche che lo rendono unico

Non è un caso se il mirtillo nero selvatico viene definito un “superfrutto”. È naturalmente ricco di antiossidanti, vitamine e polifenoli, antociani ideali per il benessere quotidiano. Ma la sua unicità non si ferma alla salute: il gusto del mirtillo dell’Abetone è inconfondibile. Mentre il mirtillo coltivato ha una polpa più acquosa e un sapore neutro, quello selvatico dell’Abetone è intenso, compatto e aromatico. Ogni bacca è un piccolo concentrato di montagna: un morso e ritrovi il profumo dei boschi, la resina degli abeti e la dolcezza dell’estate.

Una tradizione di montagna

Da generazioni, sulle pendici dell’Abetone, famiglie e raccoglitori si tramandano il rito della raccolta dei mirtilli. Armati di pettini di legno e cesti di vimini, percorrono sentieri e radure alla ricerca dei frutti più maturi. La raccolta è un gesto lento e rispettoso: ogni mirtillo viene selezionato a mano, nel pieno rispetto del ritmo del bosco. Per questo la produzione è limitata e preziosa: ogni vasetto, ogni bottiglia, ogni dolce del Baggiolo racchiude la memoria di quel gesto antico e il profumo autentico della montagna.

Dalla natura al gusto

Nel laboratorio del Baggiolo, i mirtilli vengono trasformati senza conservanti e con metodi artigianali. Il risultato sono marmellate, liquori, creme e dolci che custodiscono il gusto autentico del frutto, mantenendo intatte le sue proprietà naturali. Il nostro mirtillo non è solo un ingrediente: è un simbolo di territorio, purezza e identità. Assaggiarlo significa portare con sé un pezzo di Abetone.

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Dalla montagna al vasetto: come nasce una marmellata di mirtillo artigianale

Dalla montagna al vasetto: come nasce una marmellata di mirtillo artigianale

C’è qualcosa di magico nel vedere un frutto selvatico trasformarsi in una dolcezza da spalmare. Al Baggiolo, ogni vasetto di marmellata di mirtillo nero selvatico dell’Abetone nasce così: da una raccolta fatta a mano nei boschi, dal profumo della montagna e dal rispetto per il tempo della natura. Non è solo una confettura, è un racconto di territorio, fatica e amore per le cose vere.

La raccolta dei frutti di bosco

Tutto inizia sui pendii dell’Abetone, tra i cespugli di mirtillo che colorano il sottobosco di blu. Il mirtillo nero selvatico non cresce in piantagioni, ma solo in ambienti incontaminati, tra i 1000 e i 1800 metri di altitudine. La raccolta è manuale e selettiva: si sceglie solo il frutto perfettamente maturo, lucido e profumato.
Ogni estate, quando il sole inizia a scaldare le vette, la montagna si riempie di raccoglitori con i loro cestini di vimini e pettini in legno, strumenti semplici che rispettano le piante e la biodiversità. È un momento di comunità, un rito antico che lega ancora oggi il Baggiolo alla sua terra.

La lavorazione nel laboratorio

Una volta arrivati al laboratorio del Baggiolo, i mirtilli vengono selezionati uno a uno. Si lavano delicatamente e vengono cotti a bassa temperatura, in piccole quantità, per mantenere intatto l’aroma e il colore naturale. Non ci sono additivi, conservanti o addensanti chimici: solo frutta, zucchero di canna e un po’ di succo di limone.

Il segreto è la cottura lenta. È in quel tempo sospeso che la frutta rilascia tutto il suo profumo, diventando una crema vellutata e brillante. Ogni lotto è controllato e invasettato a mano, perché ogni barattolo è un piccolo pezzo di montagna racchiuso in vetro.

Il sapore autentico del fatto a mano

La differenza tra una marmellata industriale e una marmellata artigianale del Baggiolo si sente al primo assaggio. Il mirtillo selvatico, più piccolo e concentrato, regala una dolcezza bilanciata da un tocco di acidità. Perfetta su pane tostato, yogurt, formaggi stagionati o torte rustiche, la marmellata del Baggiolo è una carezza per il palato e un viaggio nella natura dell’Abetone. È il gusto della lentezza, del saper fare e del rispetto per ciò che la montagna regala.

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